venerdì 5 luglio 2013

Se...

Se non ti perdi un libro di Nicholas Sparks
Se le pupille dei tuoi occhi sono a forma di cuore
Se hai un pensiero per tutti
e nessuno risponde alle tue lettere
Se ridi senza motivo
ma piangi più spesso
Se ti fai fotografare solo dal tuo lato migliore
e il tuo naso non ti piace
Se ti piacciono i film con finale tragico
e nonostante questi vedi solo il lato positivo della vita

non puoi che chiamarti Lidia
ed essere mia sorella.

Con affetto,
Martina



giovedì 20 giugno 2013

Un marito bellissimo

Qualche giorno fa, durante il pranzo, ho esordito con una delle mie e ormai celeberrime frasi: "Amore, mi sento brutta". Al che Daniele, forse stanco - in quasi 5 anni di matrimonio - di doversi ripetere con un romantico e appassionato "Non è vero, sei bellissima", si è cimentato in una nuova risposta che mi mettesse a tacere per sempre; ed è la seguente:  
"Amore, pensi che un ragazzo bellissimo, intelligente, con tante capacità e pieno di interessi come me avrebbe mai sposato una ragazza brutta?". 
E poi la logica conclusione: "Quindi non sei brutta".
Devo ammettere che non ho potuto ribattere. Non ho potuto fare a meno che ripensare al motivo per cui l'ho sposato: anche perché bellissimo, anche perché intelligente, con tante capacità e pieno di interessi, ma soprattutto perché sicuro di sé... ed  irresistibilmente vanitoso!

domenica 9 giugno 2013

Come sopravvivere alla nascita di un figlio


A mia cugina Paola, futura mammina; ad Annamaria, Barbara, Roxana, Elena, Serena, Manuela e Giorgia, neo-mamme come me. Alle mamme che verranno.

Prepararsi all'idea
Il primo passo per sopravvivere alla nascita di un figlio è innanzitutto prepararsi al suo arrivo. 
Future mamme, dovete assolutamente tenere presente che prima di essere un grazioso, adorabile, paffuto bambino sorridente e dallo sguardo adorante, vostro figlio sarà prima di tutto una piccola creatura capace di mostruose quantità di cacca, pipì e rigurgiti. Un piccolo mostro dotato di un orologio biologico interno più preciso dell'orologio atomico di Greenwich: si riempirà di cacca fino al collo un minuto prima di uscire e strillerà per quale inspiegabile motivo l'istante dopo che avete poggiato la testa sul cuscino. Scoprirete presto che questo esserino sarà in grado di comunicarvi ciò di cui ha bisogno con un unico, potentissimo strumento: il pianto.

Un po' di aiuto

Con la nobile scusa di favorire il consolidamento del legame padre/figlio, lasciate che anche il papà si occupi del marmocchio: sarà educativo per lui scoprire che nessun uomo è mai morto cambiando un pannolino e che la cacca dei neonati non è tossica.

Esperienza sul campo

Nessun libro potrà consigliarvi meglio del vostro istinto materno. E nemmeno la suocera.

Un'oretta di libertà

Quel tanto che basta per ricaricarvi le pile. 
Il bambino non morirà se lo lasciate per un poco, neppure se vostro marito sarebbe capace di tenerlo appeso per i piedi per lavargli il culetto (ogni riferimento è puramente casuale, ndr).

Si può sopravvivere 

La buona notizia è che si può sopravvivere!
Scoprirete in voi una forza mai avuta prima: è il miracolo della maternità.
E basterà un suo sorriso per farvi dimenticare tutte le notti insonni.

venerdì 9 novembre 2012

La vecchiaia può attendere

La sentenza è stata chiara: "Non si trucchi per qualche giorno". D'improvviso ho visto la mia vita sociale faticosamente costruita negli anni sgretolarsi nel giro di "qualche giorno" a causa di una banale infiammazione agli occhi. Così non ho perso tempo e ho accennato timidamente: "Metto solo il mascara...". Ma dall'altra parte nessuna pietà: "Nemmeno quello".
La speranza tuttavia è l'ultima a morire, così me ne sono uscita dalla farmacia con il mio minuscolo tubetto di crema lenitiva per il contorno occhi (pagata salatamente) nella piena convinzione che questa avrebbe compiuto il miracolo. E il mascara l'ho applicato lo stesso.
Questa mattina l'abominevole visione nello specchio: un paio di solchi ben marcati sotto ogni occhio con tanto di borse tendenti al rosso. Da lontano sembro un panda. Sono davvero uno spettacolo.
Dopo aver preso atto che sì, ora è certo che la mia vita sociale sarà irrimediabilmente compromessa  - i miei familiari non mi vedono senza trucco da anni, figuriamoci il resto delle amicizie e conoscenze - la mia mente si è subito concentrata su altro quesito: non saranno mica rughe quelle là sotto?

La mattinata la sto trascorrendo cercando di convicermi, tra una faccenda e l'altra, che le rughe non appaiono da un giorno all'altro con tale intensità, almeno all'età di 25 anni.
Mio marito dice che non sono rughe: "Sei solo stanca". Sarà, ma io in attesa del mio destino ho già adocchiato una miracolosissima crema antirughe dai 25 anni in su!



sabato 30 giugno 2012

L'arte d'impaurire

Quella di suscitare paura e ansia nel prossimo è un'arte che non si acquisisce tramite un processo di apprendimento: è un dono di natura e chi ne è maestro quindi non sempre la pratica con l'intento di impaurire (anche se forse qualcuno che prova gusto nel farlo c'è). Premesso questo...
Sono quasi giunta al termine delle prime fatidiche 12 settimane di gravidanza e in questo periodo non sono mancate persone che hanno voluto rendermi partecipe dei traumi, loro o dei loro parenti o conoscenti, riguardanti la mia situazione di donna in stato interessante.
"Io mi sentivo benissimo, proprio come te, eppure l'ho perso e non ho avvertito niente". Come a dire: non significa niente che stai bene. - Grazie!
"Mia cognata non ha preso l'acido folico e suo figlio è nato con la spina bifida. L'altra mia cognata l'acido folico invece l'ha preso: mica le nasce un figlio autistico?!?". Dunque puoi prendere tutto l'acido folico e tutte le precauzioni del mondo ma se tuo figlio è malato, è malato e tu non ci puoi fare niente.
E chi più ne ha più ne metta: distacchi di placenta nel primo trimestre, battito fetale cardiaco non presente, anomalie genetiche rare eccetera eccetera... tutte eventualità che io conosco e che, mio malgrado, ho dovuto prendere in considerazione. Che bisogno c'è dunque di ricordare a una donna incinta per la prima volta - e dunque già abbastanza fragile e ansiosa nel suo stato -  che potrebbe succedere anche a lei?
L'ultima ieri sera, poche ore prima di prendere l'aereo: "Mia sorella dopo che ha preso l'aereo ha perso il suo bambino". 
Per fortuna in questi casi c'è il mio guru Concetta che prontamente mi rassicura: lei a un mese e mezzo di gravidanza si è sparata 11 ore di aereo per raggiungere il Sud Africa e il suo piccolo Lorenzo è nato sano e salvo.
Sono certa che a breve inizieranno con storie di dolorosissimi e lunghissimi travagli e spaventosi parti... vere storie horror, insomma. Ma questo bambino, paura o non paura, nascerà!