giovedì 1 dicembre 2011

Come nasce questo blog

Nevrotika: l’improbabile marca di una giacchetta che avevo qualche anno addietro e l’inevitabile e conseguente soprannome affibbiatomi nel periodo dell’adolescenza da mio fratello maggiore Matteo.
Un soprannome azzeccato come tutti gli altri, del resto, che mi hanno accompagnato sin dall’infanzia, da quel primo storico “avvocato dei poveri”, per passare a “de-de-deejay Martina” con tanto di jingle musicale creato dallo zio Gianluca quando avevo 13 anni, fino alla ventina circa di soprannomi conquistati durante gli anni del liceo (dal “Santa Martina da Livorno” in prima superiore al “brigatista” in classe quinta).   
Chi mi conosce bene sa che uno dei miei più grandi difetti è quel prendermi troppo sul serio che mi rende particolarmente suscettibile alle critiche e un tantino permalosa (grazie ad uno speciale gene del melodramma trasmessomi nello specifico da mio padre – la permalosità è un marchio di fabbrica dei Pucciarelli). Così questo blog nasce con l’intento di riuscire nell’ambiziosa impresa di imparare a ridere dei miei difetti e degli imprevisti del quotidiano. Per farla breve: l'intento è quello di prendere la vita con più filosofia e meno pathos!
Se ci riuscirò - e le premesse sono buone: essermi ispirata per il titolo del blog proprio al soprannome che ho odiato di più in assoluto di per sé è stato già un passo in avanti! - , ciò gioverà senz'altro all’umanità a me più prossima, a cominciare dal mio pazientissimo marito, i miei familiari e gli amici più stretti. E forse anche al resto dell'umanità, se questo blog potrà essere utile anche a tutti quei lettori che, come me, troppo spesso cadono in profonda crisi esistenziale sfogando inevitabilmente le proprie inquietudini sulla prima persona a tiro.
Nevrotikamente, ovvio.

Buona lettura!

2 commenti:

  1. L'arte di sdrammatizzare.

    Oggi siamo letteralmente assediati da enormi difficoltà che ci stringono lentamente come in una morsa e ci inaridiscono, facendo spegnere il sorriso dai nostri volti. Le persone intorno a noi sono sempre più ingrugnite nei loro pensieri, ed un velo di rassegnazione offusca i loro sguardi. Passiamo le giornate a risolvere problemi ed a spuntare elenchi di cose da fare.
    Ma in questa eccessiva lotta rischiamo di dimenticarci che la vita va assaporata in ogni piccola azione, in ogni breve pausa tra un'ansia e l'altra, tra la soluzione di un problema e il presentarsi del successivo. Per questo è importante saper ridere di se stessi, sapersi prendere in giro e non prendersi troppo sul serio. Perché la gioia che tanto inseguiamo non necessariamente la dobbiamo intravedere in fondo al nostro personale tunnel, ma fiorisce sul terreno di una lieve, birichina follia quotidiana.
    Quella "follia" è il colore della nostra vita, ci fa essere leggeri anche quando ci occupiamo di cose serie e importanti, ci fa trovare sempre la chiave giusta per infrangere il guscio protettivo - la scorza- nel quale gli altri si sono chiusi. Ci fa comunicare con gli altri. Anche i medici dicono che le malattie si curano con le risate. Per disarmare gli altri, per amarli, un sano umorismo condito con un pizzico di ottimistica, ingenua follia, è una buona strada.
    Se possiamo, dunque, facciamoci una bella risata sopra, ché a farci un pianto siamo sempre a tempo.

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