giovedì 29 dicembre 2011

Una questione di credibilità

Nella splendida cornice del Leopold Museum di Vienna, questo pomeriggio i motti della Secessione Viennese mi avevano ispirato riflessioni - e conseguente articolo - in merito ai concetti di libertà e felicità. Articolo scritto e subito cestinato. Non potevo accettare l'idea di lasciarmi andare a così poco trionfali conclusioni in un'occasione felice come questa: come mai oggi mi sento così? rimuginavo camminando nel freddo pungente. Poi a un tratto l'illuminazione: mi deve arrivare il ciclo! quasi in un moto di euforia.
Vi chiederete cosa c'entra questo con le mie considerazioni citate poco fa, dunque è doveroso riportarvi la curiosa teoria di mia madre in merito agli stati d'animo femminili. Ebbene, se dal mio tono di voce mamma capta un velo di tristezza, se lo nota nei miei occhi o più semplicemente sul mio viso crucciato, allora scatta automaticamente la domanda: - Perché sei triste? 
- Niente...
Risposta inaccettabile.
- Hai il ciclo?
Se la risposta è - no , la conclusione di mamma e' semplice e ovvia come se io avessi risposto affermativamente alla sua domanda.
- Allora o ti deve venire o ti è appena passato.
Quindi, come stanno le cose secondo mia madre, se oggi, a Vienna, nella città di alcuni dei miei artisti preferiti, in compagnia dei miei cari, io, Martina Pucciarelli, mi sento giù, il motivo può essere uno solo: rientro nella fase pre, post o in progress del ciclo mestruale.
A questo pensiero, che il più delle volte mi irrita, mi sono invece consolata. Così ho abbandonato l'idea dell'articolo sul potere evocativo dei concetti di libertà e felicità e sulle mie personali considerazioni riguardo l'impossibilità umana di raggiungere pienamente questi ideali, e ho trovato l' ispirazione per queste poche righe.
E' una questione di credibilità, ho pensato: in fondo, con questa storia degli ormoni che ci ballano per tutto il corpo, i malesseri interiori di noi donne quando mai vengono presi sul serio?
...non avreste mai pensato che fossi stata proprio io a scrivere...

4 commenti:

  1. Marty sei l'ennesima dimostrazione che viaggiamo per conoscere meglio noi stessi... e a te riesce perfettamente!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stefano, tu che hai viaggiato tanto: quanti altri viaggi ancora mi ci vorranno???

      Elimina
  2. Ma soprattutto come facevi a sentirti così con la tua adorata sorellina al tuo fianco?? :-D
    Brava! Baci

    RispondiElimina