domenica 5 febbraio 2012

"Chiangiri 'u mortu, sunno lacrime perse"

"Piangere il morto, sono lacrime perse": tanto non tornerà. 
La schiacciante saggezza di un vecchio proverbio siciliano nel quale mi sono imbattuta di recente leggendo una favola di Andrea Camilleri.
Io sono una nostalgica, ma non sono la sola. 
Spesso è prerogativa di molte donne custodire con cura i ricordi. Ci ricordiamo date e parole esatte di un dato momento o periodo. Conserviamo gelosamente sensazioni ed emozioni, foto e lettere. Le donne tramandano le tradizioni di famiglia grazie ai loro ricordi. 
Ma il passato è certamente un'insidiosa arma a doppio taglio. Senza che ve ne rendiate conto è capace di risucchiarvi e di farvi perdere di vista la realtà del presente. Almeno fino a quando non si comprende che dal passato bisogna prima di tutto proteggersi.
E' come uno di quei vecchi abiti che noi donne conserviamo nell'attesa che torni di moda. Ma se l'abito addosso non vi piace, se obiettivamente non vi dona, è inutile conservarlo: è molto meglio disfarsene.
Allo stesso modo il ricordo del passato dovrebbe servire principalmente di monito: le spalline o i pantaloni ascellari che avete indossato negli anni '90 ingoffiscono la figura; così ora sapete che non è più il caso di vestire abiti o camicette con le spalline né pantaloni a vita troppo alta. 
E se ancora rimpiangete certi capi d'abbigliamento passati allora sappiate che purtroppo non servirà, proprio come le lacrime perse per il morto: la moda è cambiata e non li troverete più in circolazione.
Il passato è semplicemente... passato. Tanto vale accettarlo e vivere alla moda il presente.

3 commenti:

  1. E'Vero quello che hai scritto mi piace sto blog bacione. Serena

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  2. Marty mi rispecchio molto in questo post! bellissimo! complimenti...baciniii_Vale_

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    1. ...questo blog piace alle DONNE, l'ho sempre detto!

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