mercoledì 4 aprile 2012

The Importance of Not Being Earnest

Leggendo un libro sullo studio dei codici di comportamento degli inglesi (Watching the english - The hidden rules of english behaviour) oggi ho scoperto una singolare regola presente nei dress codes degli inglesi: "the omnipresent Importance of Not Being Earnest rule". Quella regola non scritta, cioè, che determina che il vestire, come tutte le altre cose, non va preso troppo seriamente (mi perdoni l'autrice del libro che sto leggendo, l'antropologa Kate Fox, per la sintetica spiegazione; anche se penso che non leggerà mai questo post...). 
A detta della scrittrice, gli inglesi ammirano l'eccentricità nel vestire, in quanto una genuina eccentricità significa non preoccuparsi dell'opinione altrui. 
In realtà, invece di essere coerenti a tale pensiero, essi sono vittime di quella che la Fox definisce "affected indifference": cioè gli inglesi fanno finta di non preoccuparsi dell'opinione altrui in merito al modo di vestire o all'aspetto, proprio in virtù di questo codice di abbigliamento all'insegna del chissenefrega.
Per spiegarmi meglio: la regola non scritta generale mi dice che ognuno ha il diritto di vestirsi come gli pare, senza rispettare convenzioni o aspettative altrui, e dunque non occorre abbinare colori e indumenti (se non lo fai anzi sei originale!). Proprio per questo motivo io, che magari vorrei indossare un bel tubino con scarpe e borsetta abbinata, non sono libera di farlo perché darei l'impressione di prendere troppo sul serio il mio abbigliamento. 
Quindi: la regola mi dice di non preoccuparmi dell'opinione degli altri e di vestirmi come mi pare, ai fatti invece non mi vesto come mi pare e mi preoccupo tantissimo di quello che penseranno gli altri di me vedendomi vestita in un certo modo.
Così i maschi, per esempio, si sentono obbligati a vestirsi male solo per provare di non essere omosessuali, reprimendo ogni espressione di interesse verso la moda per timore di essere visti come effeminati.
L'unica reale eccezione all'affected indifference, secondo la Fox, è costituita dalle ragazze, le quali non si preoccupano minimamente di ammettere ed esternare le personali preoccupazioni in merito al proprio aspetto e modo di vestire (non ci voleva un'antropologa per scoprirlo!).
Sono rimasta affascinata da questa grandiosa maniera di complicarsi la vita, sarà che in questo sono molto capace... ma almeno io, a differenza degli inglesi, ho l'onestà intellettuale di non far finta di non interessarmi del giudizio degli altri!

6 commenti:

  1. ....anche perchè diciamocela tutta.... nessuno più crede a chi dice..."mi vesto così per piacere a me stessa".... certo, se quando vai in giro tutti ti ridono dietro per come sei vestita voglio proprio vedere quanto continui a vestirti così..... a tutti piace piacere...perciò.... Un abbraccio....

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  2. Come direbbero gli inglesi:"Amen sister!"... a me interessa come mi vedono gli altri e non mi vergogn di dirlo... siamo fatti cosi! CHe male c'è?!? Mi piace la tua nuova foto! Un bacino "mia amica"

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  3. Grazie Diana! Un abbraccio fortissimo! :-)

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  4. Non mentiamo a noi stessi, la verità è che a volte vogliamo essere anticonformisti e invece siamo comuni e ahimè anche banali. Quello che mi piace a me della gente è la loro normalità. Io personalmente non voglio essere guardata ma voglio essere osservata per mille motivi che non sono quelli del mio modo di vestire. Osservare implica molto più che il semplice guardare. A proposito delle regole sul vestire la mia nonna Sabatina diceva sempre: "Non è importante piacere a tutti i costi, l'importante è NON dispiacere" in sostanza voleva dire che non ci devono guardare dispiaciuti per come ci vestiamo. Quindi io concludo che piuttosto che dispiacere agli altri per come ci vestiamo sarebbe meglio passare inosservati. Ciao Ciao Martina

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  5. Carla. il libro spiegava proprio quello che hai scritto nella prima frase! Ciao ciao a te e a presto!

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